
Aggiornato al 3 novembre 2026.
Il tuo sito, gestionale o e-commerce usa PHP? Aggiornare soltanto il CMS non basta: controlla la versione del motore PHP e le configurazioni indicate nell’articolo.
Il 21 ottobre 2026 il progetto PHP ha rilasciato le correzioni per due vulnerabilità critiche, CVE-2026-109618 e CVE-2026-109619, note come «PHP2Shell». In alcune configurazioni permettono a un attaccante, anche senza autenticazione, di eseguire codice sul server che ospita un sito o un'applicazione PHP. Entrambe hanno un punteggio CVSS v4.0 di 9,2.
PHP è alla base di moltissimi siti e applicazioni web: CMS diffusi come WordPress, Drupal e Joomla, gestionali, portali interni ed e-commerce. Il difetto è nel motore PHP, non nel singolo CMS: aggiornare solo il CMS o i plugin non basta.
Le vulnerabilità sono già sfruttate. watchTowr riferisce tentativi di attacco osservati dal 21 ottobre; AWS ha poi individuato un tentativo risalente al 17 ottobre, prima della pubblicazione delle correzioni. Il 26 ottobre la CISA statunitense ha inserito entrambe le vulnerabilità nel suo catalogo delle vulnerabilità sfruttate (KEV). In Italia il CERT-AGID, con una scansione avviata il 22 ottobre, ha rilevato 650 indirizzi web censiti nell'Indice della Pubblica Amministrazione (IPA) che dichiaravano versioni di PHP potenzialmente vulnerabili; nella ricognizione del 26 ottobre erano 467. Sono esposizioni potenziali, dedotte dalla versione dichiarata, non vulnerabilità confermate.
Sono coinvolti tutti i modi in cui PHP serve le pagine web: PHP-FPM, Apache con mod_php (il caso considerato più a rischio), php-cgi, LiteSpeed e FrankenPHP. Le distribuzioni Linux con supporto a lungo termine possono applicare le correzioni mantenendo numeri di versione apparentemente precedenti: verifica il bollettino del tuo fornitore.
Aggiornamenti, controlli e contenimento vanno avviati in parallelo, partendo dai server più esposti.
Il 23 ottobre il PHP Security Team ha comunicato CVE-2026-115560, legata alla gestione delle sessioni. Richiede una combinazione poco comune di configurazione e comportamento dell'applicazione: un gestore di serializzazione delle sessioni diverso da quello predefinito, che l'applicazione riporta a «php» prima di avviare la sessione, con l'avanzamento degli upload attivo. Le release del 21 ottobre correggono PHP2Shell ma non questa vulnerabilità: PHP ha annunciato la correzione in un successivo rilascio ordinario. Fino ad allora, impostare session.upload_progress.enabled = 0 blocca il vettore documentato per questa CVE. Gli strumenti che controllano solo la versione di PHP non la rilevano: servono verifiche su configurazione e codice applicativo.
Episodi come questo mostrano quanto conti sapere con precisione quali sistemi si hanno, aggiornarli con regolarità e avere procedure pronte per gestire un incidente. Per le aziende soggette alla NIS2, inventario dei sistemi, gestione degli aggiornamenti e procedure per gli incidenti contribuiscono ad attuare gli obblighi di gestione del rischio previsti dal D.Lgs. 138/2024, in modo proporzionato al rischio e secondo le specifiche applicabili.
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Fonti: PHP, annunci di sicurezza; CISA, «CISA Adds Two Known Exploited Vulnerabilities to Catalog» (26/10/2026); CERT-AGID; watchTowr, FAQ CVE-2026-109618; BleepingComputer, rilevazione AWS del 17 ottobre; Cybersecurity360, «PHP2Shell: due vulnerabilità critiche in PHP»; Cybersecurity360, «PHP2Shell e Fragnesia». Le informazioni sono aggiornate alla data indicata e possono cambiare: verifica sempre i bollettini ufficiali di PHP e del tuo fornitore.
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