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Cos'è VMware? Virtualizzazione IT per Aziende

VMware vSphere: virtualizzazione IT per le aziende
25/10/2024
Categoria:
IT Solutions

I Fondamenti:

VMware vSphere è una suite che comprende una collezione di prodotti e caratteristiche, che insieme offrono una gamma completa di funzionalità di virtualizzazione di livello Enterprise.

Questo articolo ripercorre le funzionalità introdotte con vSphere 7 nel 2020. Il supporto generale di questa versione è terminato il 2 ottobre 2025; in fondo trovi un aggiornamento su versioni e licenze a ottobre 2026.

Cinque anni dopo vSphere 6.0, VMware ha presentato una nuova major release.

All’inizio di marzo 2020 è stata infatti annunciata vSphere 7 (hypervisor ESXi 7.0 e vCenter Server 7.0), disponibile da aprile 2020, che ha portato con sé diverse innovazioni.

Una delle più grandi sorprese di questa versione è stato il supporto nativo a Kubernetes.

Un po’ di storia:

Durante il VMworld 2019 è stato annunciato il progetto Pacific, che si poneva come obiettivo l’evoluzione di vSphere, trasformandola in una piattaforma nativa Kubernetes. Con vSphere 7 il progetto è diventato realtà: è stato quindi possibile eseguire container e virtual machine simultaneamente nello stesso ambiente, gestendo sia le virtual machine sia i container da un unico punto.

Le Funzionalità:

VMware ha presentato dunque un portafoglio di prodotti e servizi, che consentiva ai clienti di modernizzare le applicazioni su Kubernetes. Questo ha preso il nome di VMware Tanzu.

VMware Tanzu includeva nel suo portfolio Tanzu Mission Control, che forniva alle aziende un singolo punto di controllo per gestire i cluster Kubernetes, ovunque essi siano.

Tutto questo era possibile anche grazie a VMware Cloud Foundation, allora alla versione 4 (oggi VCF 9). Un’infrastruttura di cloud ibrido per le applicazioni moderne.

vSphere 7 con Kubernetes, al lancio, era disponibile solo tramite VMware Cloud Foundation 4. Da vSphere 7 Update 1 (settembre 2020) la funzionalità, chiamata vSphere with Tanzu, è stata resa disponibile anche senza VCF; con vSphere 9 prende il nome di vSphere Supervisor, con vSphere Kubernetes Service (VKS) come runtime Kubernetes.

Ecco in sintesi le altre grandi novità introdotte da vSphere 7:

vSphere Lifecycle Manager e Update Planner

vSphere Lifecycle Manager gestisce il ciclo di vita degli host ESXi: con vSphere 7 ha introdotto la gestione basata su un’immagine desiderata del cluster, per ottimizzare e semplificare patch, aggiornamenti e upgrade.

Update Planner aiuta a pianificare gli upgrade di vCenter Server verificando l’interoperabilità dei prodotti presenti nell’ambiente vSphere.

Qui un veloce video introduttivo

Distributed Resource Scheduler (DRS)

Cos’è?

Il DRS è quel sistema che si preoccupa di monitorare le risorse di un cluster e sposta le virtual machine su un altro host se l’occupazione delle risorse lo mette in sofferenza. Con vSphere 7 la logica DRS è stata radicalmente cambiata, per meglio soddisfare le esigenze dei container e delle macchine virtuali, guardando all'efficienza di esecuzione di ogni macchina virtuale anziché bilanciare semplicemente il cluster.

Il nuovo DRS assegna a ogni macchina virtuale un punteggio (VM DRS score), calcolato con diverse metriche, e viene eseguito ogni minuto (in precedenza ogni 5 minuti); il punteggio del cluster è l’aggregazione dei punteggi delle singole VM.

vMotion

Anche vMotion è stata migliorata in modo significativo nel corso del ciclo di vSphere 7. L’obiettivo era risolvere i problemi di migrazione delle virtual machine con un’elevata occupazione di memoria e CPU: l’impatto della vMotion sulle prestazioni spesso scoraggiava l’uso di questa funzionalità su questa tipologia di VM.

Con vSphere 7.0 Update 1, il page tracing usa regioni di memoria da 1 GB anziché singole pagine da 4 KB, mentre il tracciamento delle modifiche continua a mantenere il dettaglio delle pagine da 4 KB; nella fase finale di switch-over viene inoltre trasferita una versione compattata della bitmap di memoria anziché la bitmap intera.

Insieme alle altre ottimizzazioni, questo può ridurre l’impatto della migrazione sui workload e i tempi di stun.

Assignable Hardware

vSphere 7 ha introdotto un nuovo framework chiamato Assignable Hardware, sviluppato per supportare i clienti che utilizzano l’accelerazione hardware.

Con questo framework, l'indirizzo hardware di un dispositivo PCIe non è più mappato direttamente nel file di configurazione della macchina virtuale: alla VM vengono invece presentate le funzionalità del dispositivo PCIe.

Cosa accade?

In vSphere 7, quando si configura una VM per utilizzare un dispositivo PCIe, vengono presentate tre opzioni:

  • DirectPath I/O
  • Dynamic DirectPath I/O
  • NVIDIA vGPU

DirectPath I/O è la funzionalità legacy per il passthrough di un dispositivo, legata all’indirizzo fisico del dispositivo su uno specifico host: non consente il riavvio della VM con HA né il posizionamento iniziale con DRS.

Dynamic DirectPath I/O, introdotto con vSphere 7, abilita invece l’assegnazione hardware intelligente per il device passthrough: il dispositivo viene identificato in base ai suoi attributi anziché al suo indirizzo fisico, e la VM può essere collocata su uno qualsiasi degli host che dispongono della risorsa richiesta.

Per usufruire di questa funzionalità è richiesta la versione 17 dell’hardware virtuale (VM hardware version 17).

NVIDIA vGPU è una soluzione versatile sviluppata in collaborazione con NVIDIA. Per chi è interessato si rimanda al più ampio post che spiega come una GPU NVIDIA può essere integrata nella piattaforma vSphere: CLICCANDO QUI

Virtual Machine Hardware version 17

Introdotta con vSphere 7 (ESXi 7.0), la versione 17 dell’hardware virtuale è, come già detto, il requisito per Dynamic DirectPath I/O e ha portato con sé altre due nuove funzionalità:

Virtual Precision Clock: dispositivo virtuale che espone al sistema operativo guest un riferimento temporale basato sull’orologio dell’host, a sua volta sincronizzato tramite Precision Time Protocol (PTP) o NTP; è pensato per applicazioni che richiedono una sincronizzazione temporale molto accurata.

Virtual Watchdog Timer: senza un timer watchdog, non esiste un modo standard per sapere se il sistema operativo o le applicazioni si sono arrestati in modo anomalo. Questo timer watchdog viene in aiuto se il SO guest non risponde più. È importante per le applicazioni in cluster, come database o file system.

Sicurezza

Anche sul fronte sicurezza vSphere 7 ha introdotto diversi miglioramenti, come l’autenticazione a vCenter Server tramite Identity Federation con un provider esterno (AD FS, Active Directory Federation Services) e la funzionalità vSphere Trust Authority, per citarne alcuni.

In vSphere 7, vSphere Trust Authority consentiva alle organizzazioni di dedicare un set di host ESXi molto sicuri (una Trusted Computing Base) e di utilizzare questo set di host per verificare, tramite attestazione remota, che gli altri host fossero attendibili e non fossero stati modificati in modo non autorizzato. Per esempio, una VM crittografata non poteva essere accesa su un host non attestato.

Altre caratteristiche

Con vSphere 7 non è stato più possibile distribuire Platform Services Controller esterni né vCenter Server su Windows: durante l’upgrade o la migrazione a vCenter Server 7, i deployment con PSC esterno venivano convertiti in un’appliance con PSC incorporato, e le installazioni su Windows venivano migrate all’appliance. vSphere 7 ha inoltre aggiunto il supporto per più schede di rete per l'appliance vCenter Server e nuovi strumenti CLI.

VMware oggi: licenze e alternative

Aggiornamento ottobre 2026: il supporto generale di vSphere 7 è terminato il 2 ottobre 2025. Il supporto generale di vSphere 8 terminerà l’11 ottobre 2027. La FAQ Broadcom di maggio 2026 documenta vSphere 9.0 e 9.1 nelle offerte VMware Cloud Foundation (VCF) e VMware vSphere Foundation (VVF).

Dopo l'acquisizione di VMware da parte di Broadcom, completata a novembre 2023, le licenze perpetue non sono più in vendita e l’offerta è passata al modello in abbonamento, concentrata su VCF e VVF. Le licenze VCF e VVF sono calcolate per core fisico, con un minimo di 16 core da licenziare per ciascuna CPU: è una regola di conteggio per processore, distinta da eventuali vincoli commerciali a livello di singolo ordine. La FAQ Broadcom di maggio 2026 elenca anche le edizioni vSphere Standard e vSphere Enterprise Plus, limitate alla versione 8 Update 3 e precedenti. La disponibilità delle edizioni e le condizioni di acquisto applicabili in Italia, compresi eventuali minimi d’ordine, vanno verificate nell’offerta commerciale.

Le licenze perpetue già acquistate mantengono i diritti d’uso previsti dal contratto anche dopo la scadenza del Support and Subscription (SnS); supporto tecnico e aggiornamenti dipendono invece dai relativi diritti e contratti. Per questo molte aziende stanno rivalutando la propria piattaforma di virtualizzazione.

Abbiamo affrontato il tema in due progetti reali, con percorsi diversi: nel progetto di migrazione da VMware vSphere a Vates XCP-ng il risparmio sui costi di licenza ha superato il 50%; nel progetto di modernizzazione da NSX-V a NSX 4.x non si sono verificate interruzioni dei servizi. Le opzioni possibili, dal rinnovo alla migrazione, sono descritte nella pagina dedicata alla migrazione VMware.

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